In Brasile, da oltre 60 anni, nel periodo quaresimale si vive la Campagna della Fraternità, che mobilita tutti i cattolici per unire fede, riflessione e azione a favore della vita e della dignità umana.
La Campagna della Fraternità 2026
L’iniziativa è promossa annualmente dalla Conferenza Episcopale dei Vescovi in Brasile e quest’anno ha come tema “Fraternità e Abitazione” e come motto “Egli è venuto a dimorare tra noi” (Giovanni 1,14). Un invito a riconoscere che la casa è la porta d’accesso a tutti gli altri diritti.
Al centro dell’immagine scelta quest’anno, la scultura “Cristo senza tetto”, creata dall’artista cattolico canadese Timothy Schmalz, nel 2012, nata dopo l’incontro con un uomo senza fissa dimora che stava dormendo in una panchina di un parco a Toronto.
La scultura mostra un uomo avvolto da una coperta e di cui sono visibili solo i piedi feriti, che rimandano al Cristo crocifisso. Uno spazio vuoto invita a sedersi accanto. Il messaggio è chiaro: è necessario avvicinarsi per riconoscere Cristo presente nelle periferie e tra i più poveri. Dio abita le nostre città e lo possiamo incontrare in chi più soffre.
Alla scena fa da sfondo la sagoma di una città rappresentata con due colori contrastanti che rappresentano i paradossi urbani e sociali. Al centro la croce simbolo di una fede che in questo contesto è chiamata ad essere segno di speranza e trasformazione. È una questione di fede che non può mai essere svincolata dalla realtà e dall’amore concreto.
La Chiesa, quindi, quando si china a prendersi cura dei poveri, assume la sua postura più elevata. Dilexi te 79
La realtà della casa in Brasile
La questione abitativa è una sfida urgente che richiede una profonda riflessione e sensibilizzazione per rafforzare le politiche pubbliche e incoraggiare gesti concreti di solidarietà, affinché nessuno venga privato di vivere con dignità.
Milioni di brasiliani vivono ancora senza alloggi adeguati o per strada. Una panoramica di dati può aiutare a comprendere la situazione in un Paese come il Brasile che nonostante le sue enormi risorse e ricchezze vive ancora oggi immerso in un drammatico divario tra ricchi e poveri.
E nel mondo, c’è casa per tutti?
Come missionari non possiamo che allargare lo sguardo e il cuore ad un’emergenza abitativa che non è più un problema circoscritto ad alcune metropoli, ma una dinamica strutturale che attraversa tutti i continenti, con effetti economici, sociali e politici sempre più evidenti.
Secondo le stime più recenti di UN-Habitat, la crisi abitativa globale ha raggiunto livelli critici.

Persone senza fissa dimora
Si stima siano oltre 300 milioni le persone senzatetto, che vivono in strada, in rifugi di emergenza o in alloggi precari.

Inadeguatezza abitativa
Colpisce circa 2,8 miliardi di persone a livello mondiale.

Slum e insediamenti informali
Sono il rifugio per oltre 1,1 miliardi di persone, in particolare in Africa e Asia.
Una crisi abitativa che affonda le sue radici nella disuguaglianza, nella mancanza di alloggi accessibili e in deboli protezioni sociali, ed è costantemente aggravata da conflitti, guerre, calamità naturali.
Le speculazioni, lo sfruttamento dei suoli, gli interessi personali ed economici di pochi che prevalgono sulla vita è la dignità delle persone e di intere popolazioni che si vedono negato uno dei diritti fondamentali, rendono ancor più drammatica e scandalosa questa situazione.
Una realtà che non può lasciare indifferenti
La casa non è solo un tetto sopra la testa, è molto di più, è sicurezza, rifugio, intimità, affetti, calore umano, riposo ristoratore, senso di stabilità… Spesso mancando una casa dignitosa vengono meno anche le altre dimensioni più profonde. La realtà abitativa così precaria o assente per milioni di persone non può lasciare indifferenti.
Ce lo ricorda Papa Leone nel suo messaggio alla Chiesa in Brasile proprio in occasione della Campagna della Fraternità.
“Il mio santo predecessore, San Giovanni Paolo II, ha chiesto di rivolgere l’attenzione “ai milioni di esseri umani privati di un alloggio adeguato, o addirittura senza alcuna abitazione, al fine di risvegliare la coscienza di tutti e trovare una soluzione a questo grave problema, che ha conseguenze negative a livello individuale, familiare e sociale”. affermando che “la mancanza di alloggi, che è un problema molto serio di per sé, deve essere considerata come segno e sintesi di una serie di carenze economiche, sociali, culturali o semplicemente umane” (Sollicitudo Rei Socialis, 17).
In questo senso, spero che riflettere sulla dura realtà della mancanza di alloggi dignitosi, che colpisce tanti dei nostri fratelli e sorelle, porti non solo ad azioni isolate – indubbiamente necessarie – che vengono in loro aiuto in modo urgente, ma generi in tutti la consapevolezza che la condivisione dei doni che il Signore generosamente ci concede non può essere limitata a un solo periodo dell’anno. a una campagna o ad alcune azioni specifiche, ma deve essere un atteggiamento costante, che ci impegna ad andare a incontrare Cristo presente in coloro che non hanno un posto dove vivere.”
“È venuto ad abitare in mezzo a noi”;
Dio è con noi, presente in ogni fratello!
Le nazioni udranno il nostro canto
per un focolare d’amore e giustizia.
Campagna della Fraternità – Inno 2026














