Una giornata con Elena Dalla Massara, docente del corso sulle migrazioni in Italia e in Europa presso la fondazione universitaria americana IES Abroad Roma.
Il primo contatto con lei è stato nel 2017 con la comunità di Pian Paradiso VT. e in questi anni non sono mancate le occasioni di scambio e condivisione. Domenica 18 gennaio ha incontrato anche il gruppo coppie CMT di Patrica FR e alcuni amici interessati ad approfondire questo tema.
Elena ha aiutato i presenti a cogliere e comprendere in modo globale il fenomeno dell’immigrazione sia in Italia che in Europa presentando i dati, ma non solo. Attraverso dinamiche di gruppo ha fatto prendere coscienza della percezione che abbiamo del fenomeno, di quali paure suscita e di quali prospettive apre per poterlo vivere e affrontare insieme.
La diversità: cosa abbiamo capito e cosa possiamo fare
Condividiamo alcune riflessioni nate dopo la giornata di approfondimento vissuta insieme.
“Ringrazio voi ed Elena per i bellissimi spunti di riflessione che hanno aperto e scoperchiato un “vaso di pandora”. Tutti noi vorremmo avere le soluzioni a portata di mano, tutti gli uomini vorrebbero questo, risolvere tutti i problemi e subito. Questo non è possibile perché dobbiamo accettare i nostri limiti, i limiti degli altri, quello che accadde nei Paesi di provenienza di questi fratelli e quello che a casa nostra non va. È un mondo grandissimo ed è un problema complesso.
La soluzione non è nel non farli arrivare o fargli arrivare così male. La soluzione non è accettarli e buttarli per la strada… tante cose dovrebbero cambiare. Ciò che possiamo fare, parlo per me, nella mia piccolezza, è qualche preghiera in più e avere uno sguardo diverso nei confronti di queste persone.
Questa riflessione mi ha portato ad avere meno paura dell’altro. Il pregiudizio, quello che mi è stato buttato addosso dalla televisione e dalle altre persone, non è mio. Io ho il mio cervello, devo riflettere personalmente e chiedermi: cosa accade? Cosa sta succedendo? Non posso farmi trasportare da un fiume in piena che dice che tutto quello che arriva è sbagliato.
Spero di trasmettere quello che ho capito in questa giornata ai miei figli o magari a chi mi farà qualche domanda in futuro. Ci tengo a dire che noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa in più, inizialmente pregare e confrontarci con qualcuno e dire: guarda che le cose non sono così, perché c’è un oceano dietro dove gli altri magari affogano.” (Gianluca)

“La riflessione sul guardare l’altro in modo diverso, sull’accogliere anche la cultura e il modo di relazionarsi con noi, mi ha aiutato molto. Veramente possiamo porci nei riguardi di queste persone che arrivano e che in qualche modo ci chiedono aiuto in un modo più neutro, senza troppe sovrastrutture e troppi pensieri di ciò che può accadere nel momento successivo.
Io mi trovo a lavorare con loro tutti i giorni perché insegno a adulti e ragazzi che vengono da tanti paesi lontani e penso mi abbiano insegnato tanto. Noi italiani spesso partiamo per l’Erasmus ed è uno scambio culturale quello che facciamo. In piccolo è quello che viviamo quando ci confrontiamo con uno straniero che arriva.
Alla fine, il rapporto con l’altro porta sempre qualcosa di positivo dentro di noi e penso che questa cosa si possa fare con tutti coloro che entrano nella nostra terra.” (Erika)

“Ho capito che è importante, fin dall’inizio, non avere pregiudizi verso queste persone per cercare con loro un miglioramento per la loro vita anche se il percorso è lungo, difficile e tortuoso. Perciò quando vengono qua, cerchiamo di accoglierli nel miglior modo possibile, anche se ci sono episodi che vediamo di intolleranza, che la televisione amplifica e noi purtroppo crediamo che sia solo così.
Noi stessi possiamo dire ai parenti, agli amici, ai familiari che non è come dicono, cercare di far capire che questi problemi sono enormi, ma che possiamo fare qualcosa per queste persone.”(Ruggero)
La diversità: da minaccia a opportunità
Per poter affrontare le sfide che si presenteranno nei prossimi anni, Elena ha invitato tutti ad avere una nuova visione dei flussi migratori: da “emergenza o situazione eccezionale” ad accettazione che è un trend normale, legato all’essere umano. E che aumenta per la globalizzazione, la libertà di movimento, ma anche per eventi come le guerre e il cambiamento climatico, la denatalità e deproduttività in Europa.
Quindi per costruire un futuro che permetta a tutti di vivere con dignità nel mondo occorre: accettare, investire e trovare in questo fenomeno nuove e inedite opportunità.













