15 Ottobre, 2024

Ottobre missionario 2024: un banchetto per tutte le genti!

Ottobre è mese missionario per ricordarci che la Chiesa è e deve essere missionaria, il tempo per  aver ben presente che Gesù stesso ha inviato i discepoli ad annunciare la sua Parola perché il regno di Dio è vicino e tutti devono conoscere la Buona Novella. Periodo che culmina, come sempre, nella Giornata Missionaria Mondiale, il 20 ottobre.

Il messaggio di Papa Francesco offre una riflessione che va oltre la “giornata”: quest’anno lo spunto viene dalla parabola evangelica del banchetto nuziale (Matteo 22,1-14).

1. “Andate e invitate!”. La missione come instancabile andare e invitare alla festa del Signore

All’inizio del comando del re ai suoi servi ci sono i due verbi che esprimono il nucleo della missione: “andate” e “chiamate” nel senso di “invitate”.

“Andate” ci dice del movimento sempre in uscita da noi stessi, l’andare instancabilmente verso gli altri fratelli e sorelle come fa l’infinito amore di Dio, come ha fatto Gesù percorrendo le strade della Galilea, per invitare ogni uomo alla felicità del suo regno, senza stancarsi o scoraggiarsi davanti ad un rifiuto.

Il “chiamate” o, meglio, l’”invitate”, ci dice il modo di farlo, nello stesso stile di chi ci invia: con grande rispetto e gentilezza. “Nel proclamare al mondo «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 36), i discepoli-missionari lo fanno con gioia, magnanimità, benevolenza, frutto dello Spirito Santo in loro (cfr. Gal 5,22); senza forzatura, coercizione, proselitismo; sempre con vicinanza, compassione e tenerezza, che riflettono il modo di essere e di agire di Dio”.

2. ”Al banchetto”. La prospettiva escatologica ed eucaristica della missione di Cristo e della Chiesa

Il re chiede ai servi di invitare alle nozze di suo figlio e il banchetto nuziale è “immagine della salvezza finale del Regno di Dio, realizzata fin d’ora dalla venuta di Gesù, il Messia e Figlio di Dio”.

Anche oggi ci dice Papa Francesco, dovremmo sentire l’urgenza, come i primi cristiani, di annunciare il Vangelo con la gioia di chi sa che “il Signore è vicino”. Al di là dell’effimero di tutti i banchetti “consumistici” del nostro tempo, il Vangelo ci chiama tutti al banchetto divino “dove regnano la gioia, la condivisione, la giustizia, la fraternità, nella comunione con Dio e con gli altri”. Ma “questa pienezza di vita, dono di Cristo”, noi già lo pregustiamo nel banchetto dell’Eucaristia. Così, l’annuncio dell’avvento del regno di Dio è intrinsecamente legato al banchetto eucaristico che è la forza propulsiva del desiderio di raggiungere ogni uomo con questa notizia, che già da ora porta pace e gioia nella nostra vita. Ed ecco l’invito del Papa a “vivere più intensamente ogni Eucaristia”.

3. “Tutti”. La missione universale dei discepoli di Cristo e la Chiesa tutta sinodale - missionaria

Il cuore della missione sta proprio in quel ”tutti”: Dio vuole che l’annuncio sia portato a tutti gli uomini, non esclude nessuno, anzi, invia i suoi servi più volte ad ogni angolo di strada ad invitare tutti, anche gli ultimi, “i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi” (Lc 14,21), “cattivi e buoni” (Mt 22,10). “Chiunque, ogni uomo e ogni donna è destinatario dell’invito di Dio a partecipare alla sua grazia che trasforma e salva. Bisogna solo dire “sì” a questo dono divino gratuito, accogliendolo e lasciandosi trasformare da esso, rivestendosene come di una “veste nuziale” (cfr Mt 22,12)”.

Che bello, infine, il ricordo di Maria che ottenne il primo miracolo del Figlio proprio ad una festa di nozze a Cana: il vino nuovo come anticipo del banchetto che Dio ci prepara per la fine dei tempi.

Ed allora, “Santa Maria, Stella dell’evangelizzazione, prega per noi!

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