Un modo per scoprire che si può costruire amicizia con tutti e che c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarti.
“Mettiti nelle mie scarpe” – Adolescenti CMT
Gli adolescenti, riuniti nella sede di Pian Paradiso dalla fine di luglio ai primi giorni di agosto, hanno dato il via all’esperienza guidati dal tema “Mettiti nelle mie scarpe”.
Durante l’anno avevano approfondito il tema dell’amicizia per capire cosa significa nella vita di tutti i giorni costruire amicizia con chi ci sta accanto e con tutti, amicizie libere e aperte al mondo.
“Ci sembrava bello proporre per l’Esperienza Missionaria questo tema “Mettiti nelle mie scarpe”, come un ulteriore passo del percorso vissuto. Quando si vuole conoscere una persona o una realtà occorre entrarci dentro, questo significa non fermarsi ad un’amicizia superficiale, ma mettersi nei panni, nella vita, nella cultura e nelle situazioni che quella persona vive per stabilire una relazione sempre più profonda e vera”.
I ragazzi presenti in quei 5 giorni, accompagnati da alcuni missionari, hanno provato a vivere questo, mettendosi nei panni dei più poveri.
Hanno conosciuto la situazione di alcune zone delle Filippine, dove i bambini lavorano nelle fabbriche per produrre scarpe, tomaie e vestiti usa e getta. Tutti sono sottopagati e iniziano a lavorare a 8 – 9 anni.
“Mettersi nei panni degli altri”, vicini e lontani significa ricordarli nella vita quotidiana e chiedersi come vivo la mie giornate, nelle mie scelte piccole, tenendo conto che in alcune parti del mondo ci sono ragazzi, bambini e giovani che vivono questa situazione. Come uso ciò che ho dall’acqua alla luce, dal tempo, alle mie forze, pensando a chi lavora tutto il giorno per sopravvivere?
L’altro è sempre diverso, ma è una ricchezza conoscerlo
Per capire concretamente cosa significa mettersi nelle scarpe degli altri, durante una mattinata hanno calzato le scarpe di altre persone. Hanno scoperto che sono scomode, che sono diverse e hanno la forma di un piede che non è il proprio. Così è la vita dell’altro, molte volte è qualcosa che ci scomoda e ci costringe ad uscire da noi stessi e dalla nostra bolla che ci isola da chi sta attorno a noi.
É intervenuta anche Elena, una professoressa amica, che ha presentato la realtà dell’immigrazione, delle seconde generazioni, dei barboni che vivono a Roma Termini. Ha suggerito come approcciarli e che atteggiamento avere nei loro confronti, offrendogli un saluto, uno sguardo benevolo per aiutarli a non temere chi si avvicina a loro.
Inoltre hanno vissuto dei momenti di servizio, un modo per mettere le mani in pasta; dalla cucina alla pulizia auto, alla sistemazione degli ambienti e spazi utilizzati ogni giorno.
I giochi, anche con l’acqua, i balli e un’uscita a piedi al monte al Soratte hanno completato l’esperienza.
Con chi sono connesso? – Giovani CMT
I giovani, l’8 e il 9 agosto, hanno vissuto due momenti centrali.
Nel primo hanno avuto il coraggio di fermarsi per riflettere e guardare la loro vita alla luce di una domanda importante: “Con chi sono connesso?”, “Quali connessioni mi danno vita?”.
Punto di partenza per la riflessione il brano del Vangelo di Matteo 14,22-33, che narra di Gesù mentre cammina sulle acque per soccorrere gli apostoli che sono sulla barca durante la tempesta. Alla luce di questo testo hanno colto come l’apostolo Pietro, che chiede a Gesù di camminare sulle acque, rappresenta ciascuno di noi e tutti gli uomini che cercano la felicità. Cosa succede però; quando volgiamo gli occhi e ci colleghiamo con il Signore e rispondiamo alla sua chiamata, abbiamo fiducia e riusciamo ad avanzare. Quando guardiamo le nostre difficoltà, nasce in noi la paura e affondiamo.
Il secondo momento importante è stata la visita ad una struttura storica vicino alla sede di Pian Paradiso.
Conoscere la sua storia, la bellezza degli ambienti e dei giardini. Sapere chi l’ha abitata, come è stata utilizzata, ha aiutato i giovani a capire ciò che si vive nel presente e ha permesso di vedere e sognare percorsi futuri per la vita di ciascuno e del gruppo.
La possibilità di essere stati insieme almeno per un fine settimana e di cogliere il nuovo cammino che si apre ha infuso in tutti tanta gioia e voglia di andare avanti.
Qui puoi vedere alcune immagini delle due esperienze adolescenti e giovani.
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