7 Agosto, 2026

Una settimana in comunità a Pian Paradiso

Alcuni membri del gruppo Adulti CMT del Nord anche quest’anno hanno desiderato vivere una settimana a Pian Paradiso in concomitanza con i preparativi per la festa di S. Anna, patrona della parrocchia.

Oriana, Loris e Luca, erano già stati l’anno scorso, ma anche per Nerella non era la prima volta che trascorreva qualche giorno in comunità: per tutti è stato facile entrare negli orari e nei ritmi della comunità. Il lavoro non è mancato, da quello ordinario di pulizia, alla cucina, fino a quello particolare per preparare la festa: ripulitura parco, allestimento fuochi, panche, sedie, e così via.

Al rientro ci hanno donato la loro esperienza.

Il senso del lavoro fatto insieme

“Il caldo ha fatto la sua parte… bastava muoversi per ritrovarsi fradici. Eravamo consapevoli che il lavoro non era fine a se stesso, non era per far vedere la nostra bravura, ma era un dono per gli altri, un modo per far sperimentare la presenza di Dio anche tra  quelle tavole preparate, tra quei regali scelti e puliti. Consapevolezza rafforzata da tre riflessioni condivise dalla missionaria Letizia sul senso del lavoro.

Il lavoro che ci fa partecipare all’opera creativa di Dio, le cose toccate con amore parlano, annunciano Dio. Il lavoro che crea comunione-fraternità tra di noi e ci rende fratelli di altri uomini e donne che lavorano anche in condizioni disumane. E ancora, far sapere a tutti che il lavoro fatto insieme nell’amore reciproco ci fa già assaporare il paradiso e che questo è possibile per tutti. E questa è una gioia che si sperimenta, che riempie, che la gente coglie, magari non sa darle un nome, ma avverte che “si sta bene”. È bello pensare che questo modo di vivere e di servire si può imparare e si può vivere ovunque, è possibile viverlo ovunque.

Alla fine la festa è andata bene, c’era più gente dell’anno scorso, sono stati tutti contenti di passare un paio d’ore assieme, in amicizia.

Un’esperienza di comunità nel quotidiano

Come gruppo adulti quest’anno abbiamo studiato la prima parte degli Atti degli Apostoli, la prima chiesa nascente. Abbiamo visto le difficoltà, le idee diverse, i primi problemi anche per i primi cristiani. In comunità avevamo un costante insegnamento “sbriciolato”, messo in opera da persone che hanno fatto una scelta di vita. 

Anche loro hanno caratteri diversi, doni diversi e anche loro devono trovare il modo di vivere nell’amore tutti i giorni. Vivere con loro, vederli all’opera è anche vedere concretamente come risolvono certi problemi, come si muovono, come si comportano con le persone, le premure che hanno per tutti, che hanno avuto per noi. È il Vangelo messo in opera e certi modi di muoversi, di agire si possono ”copiare”.

Un  grande dono che ci si porta a casa. Come ha condiviso Nerella, questa settimana diventa “ossigeno” da riportare poi a casa. 

Vita di famiglia

Abbiamo anche inaugurato una nuova tradizione: un post-cena all’aperto, con il freschetto serale, nel silenzio e sotto lo splendido cielo di Pia Paradiso: noi assieme  ai parenti della missionaria Cristina e a p. Mario a fare filò sotto le stelle, tra tante risate… Un altro bellissimo ricordo da portarsi a casa.

Tutte le sere poi, Nerella sentiva al telefono suo fratello sacerdote, don Moreno, missionario a Kiev, che ha anche potuto salutare e fare due chiacchiere con qualche missionario e salutarci. Un altro modo per creare amicizia, un legame fraterno con chi si trova in situazioni così tragiche.

Un grazie a tutte le persone incontrate e ritrovate, grazie per il loro affetto, per gli abbracci donati e ricevuti e per gli arrivederci a presto. Grazie a tutta la Comunità per accoglierci ogni volta in famiglia.

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