Il 5 per mille è uno strumento prezioso che consente, senza costi per i contribuenti, di sostenere gli Enti del Terzo Settore, lasciando la libertà ai cittadini di scegliere la missione che ritengono più rilevante tra i vari ambiti di azione: ricerca, educazione, arte, sociale, volontariato…
Un po’ di storia
L’istituto del 5 per mille è stato introdotto in via sperimentale con la legge finanziaria per il 2006 (Legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, commi 337 e ss.), reso poi strutturale con la legge di stabilità del 2015 e definitivamente regolato dal Dpcm del 23 luglio 2020 che ne ha individuato beneficiari, modalità di accesso e obblighi di rendicontazione e trasparenza anche alla luce della riforma del Terzo Settore regolata dal nuovo Codice (D.Lgs. 117/2017).
In questo modo è stata data la possibilità ai contribuenti di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a soggetti che operano in settori riconosciuti di interesse pubblico per finalità di utilità sociale.
Man mano che è cresciuta la consapevolezza di questo strumento, grazie alla sensibilizzazione svolta dagli enti beneficiari, sono aumentate anche le scelte operate dai contribuenti, facendolo diventare, non solo un mezzo di sostegno concreto, ma anche una delle principali forme di fiscalità partecipativa ispirato al principio di sussidiarietà orizzontale di cui all’art. 118 della Costituzione.
Più volte in passato il tetto è stato sforato (esattamente tredici volte) e più volte è servito fare pressing sul Governo e sul Parlamento perché lo alzassero. Il grafico ci mostra l’evoluzione dal 2006 ad oggi.
Le firme degli italiani valgono sempre di più del tetto posto al 5 per mille

Il tetto di spesa fissato dallo Stato per il 5 per mille, dal 2022 è fermo a 525 milioni di euro, mentre nel 2023 le scelte dei cittadini l’hanno superato di 28 milioni di euro e nell’ultima edizione 2024 di cui sono disponibili i dati, i contribuenti italiani hanno destinato agli enti aderenti 604 milioni di euro.
Ciò significa che 79 milioni di euro, invece di andare agli enti scelti dagli italiani nelle loro dichiarazioni dei redditi, rimarranno nella disponibilità dello Stato, senza alcun vincolo di utilizzo così come avviene per il restante 995 per mille dell’Irpef.
Il valore reale del 5 per mille relativo all’anno fiscale 2024 risulta perciò pari al 4,3 per mille.
Se si somma tutto l’extra-tetto trattenuto dallo Stato, dal 2006 ad oggi, si raggiungono 562 milioni di euro, che equivalgono quasi ad un’intera annualità del 5 per mille.
Le distorsioni create dal tetto
Il tetto di spesa rappresenta innanzitutto una contraddizione interna al meccanismo stesso in quanto, come si è visto, riduce il valore reale stabilito per legge, ma ancor più tradisce lo spirito di sussidiarietà che lo anima tanto da arrivare a porre dei dubbi di legittimità costituzionale.
Senza contare gli effetti distorsivi che produce in quanto:
- penalizza i destinatari primi, cioè gli enti beneficiari che legittimamente individuati dai contribuenti, non ricevono l’intero importo spettante;
- danneggia i destinatari ultimi, cioè tutti quei cittadini e realtà sociali che dovrebbero beneficiare delle attività di interesse generale svolte dagli enti anche grazie alle risorse provenienti dal 5 per mille;
- e tradisce le scelte compiute direttamente dai contribuenti, che esercitano un’opzione specifica e consapevole, che se da un lato dovrebbe essere garantita dalla legge, di fatto viene disattesa.
La campagna di mobilitazione della società civile per l’eliminazione del tetto
Considerando la situazione creatasi è l’amore crescente dei cittadini per questa forma di partecipazione democratica e di sostegno alla “causa del cuore”, è nata una mobilitazione collettiva per l’eliminazione del tetto chiamata “5 per mille, ma per davvero”, promossa da VITA non profit e altre 66 organizzazioni del Terzo settore. Una campagna che non è contro qualcuno, ma che, come scritto nell’appello che trovate in questa pagina, «mira a costruire un’alleanza responsabile per il bene comune fra le istituzioni, la politica, il Terzo settore e i singoli cittadini. Il Parlamento e il Governo hanno oggi l’opportunità di rafforzare questa alleanza, facendo una scelta semplice, giusta e condivisa».
Un appello condivisibile e da condividere
Consapevoli dell’importanza di questo istituto e condividendo la causa promossa dalla mobilitazione collettiva, anche noi, associazione CMT-Comunità Missionaria della Trinità e fondazione SolCare CMT-ETS, ci uniamo ai promotori dell’appello per chiedere che venga rispettata la volontà dei contribuenti italiani.
Che sia un 5 per mille, ma per davvero!
Aiutaci a diffondere questa campagna, scarica e condividi l’appello con i tuoi contatti e se desideri approfondire l’argomento lo puoi fare tramite la landig page dedicata.














