Ringraziamo Papa Leone XIV per le sue parole pacate, soppesate, profondamente rispettose, ma piene di vigore evangelico che sollecitano tutti, nessuno escluso, ad un impegno attivo e instancabile per la Pace nel mondo intero e a tutti i livelli.
Pace che ha invocato su ciascuno fin dal suo primo saluto, l’8 maggio 2025:
La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.
E non è stato solo un augurio, è stata una mano tesa, un impegno, un programma per il suo ministero petrino:“La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi. Col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo!”
Con l’avanzare dei mesi e degli eventi che coinvolgono intere popolazioni e nazioni ha incessantemente richiamato ai percorsi che conducono alla pace: dialogo, accoglienza reciproca, perseveranza e pazienza, perdono, giustizia, incontro… lasciando trasparire dalle sue parole anche tutta la preoccupazione per ogni situazione di sopraffazione, di sete di denaro, di violazione dei diritti umani e internazionali…
Messaggi, omelie, angelus, udienze, telefonate, colloqui personali e istituzionali… quante parole e quanti gesti spesi, in questi undici mesi di pontificato, per costruire ponti di relazione, per costruire la Pace.
«Chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace».
Così Sant’Agostino raccomandava di non distruggere i ponti
e di non insistere col registro del rimprovero, preferendo la via dell’ascolto e,
per quanto possibile, dell’incontro con le ragioni altrui.
Desideriamo far memoria del cammino che Papa Leone ci sta indicando e seppur sollecitati dal “turbinio quotidiano” di tanto in tanto abbiamo bisogno di sederci a riflettere.
Parole di Pace e per la Pace
Oggi possiamo dire che, come la goccia ripetutamente batte nella pietra fino a modellarla, bucarla, le sue parole ponderate e colme di spiritualità e profondità sono via via penetrate e stanno facendo strada nei cuori, per dare forza, per incoraggiare, per denunciare e smascherare il male che si insinua…
“Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre. Egli viene piuttosto, sempre, a donare luce, speranza e pace all’umanità, ed è la pace che devono cercare quelli che lo invocano.” (Omelia, 15 marzo 2026)
Già ad ottobre a conclusione dell’evento “Osare la pace”, l’Incontro internazionale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio alla presenza dei leader religiosi di tutto il mondo, aveva alzato il suo grido di pace:
“Con la forza della preghiera, con mani nude alzate al cielo e con mani aperte verso gli altri, dobbiamo far sì che tramonti presto questa stagione della storia segnata dalla guerra e dalla prepotenza della forza e inizi una storia nuova. Non possiamo accettare che questa stagione perduri oltre, che plasmi la mentalità dei popoli, che ci si abitui alla guerra come compagna normale della storia umana. Basta! È il grido dei poveri e il grido della terra. Basta! Signore, ascolta il nostro grido! […]
La cultura della riconciliazione vincerà l’attuale globalizzazione dell’impotenza, che sembra dirci che un’altra storia è impossibile. Sì, il dialogo, il negoziato, la cooperazione possono affrontare e risolvere le tensioni che si aprono nelle situazioni conflittuali. Devono farlo! Esistono le sedi e le persone per farlo. «Mettere fine alla guerra è dovere improrogabile di tutti i responsabili politici di fronte a Dio. La pace è la priorità di ogni politica. Dio chiederà conto a chi non ha cercato la pace o ha fomentato le tensioni e i conflitti, di tutti i giorni, i mesi, gli anni di guerra».”
In particolare dal messaggio per la Giornata Mondiale di preghiera per la pace in poi, Papa Leone con mitezza e umiltà, in un progressivo crescendo, ha espresso con autorità morale e chiarezza evangelica la condanna di ogni guerra e in particolare dell’uso improprio del nome di Dio per perpetrare violenza; la condanna di ogni forma di delirio di onnipotenza e di ricerca del solo interesse economico a discapito della vita umana.
La Pace di Gesù: disarmata e profetica
“La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. La grande parabola del giudizio universale invita tutti i cristiani ad agire con misericordia in questa consapevolezza (cfr Mt 25,31-46). E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza.”
Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. Perciò, insieme all’azione, è più che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture”. (1 gennaio 2026)
“La forza con cui Cristo è risorto è totalmente non violenta. È simile a quella di un chicco di grano che, marcito nella terra, cresce, si apre un varco tra le zolle, germoglia e diventa una spiga dorata. È ancora più simile a quella di un cuore umano che, ferito da un’offesa, respinge l’istinto di vendetta e, pieno di pietà, prega per chi lo ha offeso.
Fratelli e sorelle, questa è la vera forza che porta la pace all’umanità, perché genera relazioni rispettose a tutti i livelli: tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le nazioni. Non mira all’interesse particolare, ma al bene comune; non vuole imporre il proprio piano, ma contribuire a progettarlo e a realizzarlo insieme agli altri. […]
Nella luce della Pasqua, lasciamoci stupire da Cristo! Lasciamoci cambiare il cuore dal suo immenso amore per noi! Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!” (Urbi et orbi, Pasqua 2026)
In questo tempo pasquale scegliamo con Papa Leone XIV e ad ogni donna e uomo di buona volontà di costruire la pace con le nostre parole, il nostro modo di agire per costruire insieme il bene comune e rispondere al desiderio presente nel cuore di ogni persona della terra di vivere nella pace con tutti.














